viernes, 25 de enero de 2019

Sobre la presencia...Presenza

La presenza è un distacco del corpo che se può aprezzare a traverso la voce...la parola abitata... La presenza è il distacco d'un corpo e la voce corpoin distacco. La presencia es un desprendimiento del cuerpo que puede apreciarse a través de la voz ... la palabra habitada ... La presencia es el desprendimiento de un cuerpo y la voz cuerpo en desprendimiento.

martes, 22 de enero de 2019

Una lezione/ registro fatto nella lezione/Escrito por la alumna,desgrabación.

MARIA CHEMES LEZIONE 7 OTTOBRE 2018 LA QUALITA’ del suono ha una connessione diretta con il non fare forza, con il non spingere la voce, la qualità permette di non sentire un senso di vertigine quando si sale alle note superiori. La Qualità inizia nel momento del respiro. Fare un respiro tranquillo, ma pieno, permette di sentirsi sicuri. C’è uno spazio importante sulla nuca, alle vertebre cervicali, perché lì c’è la possibilità di un respiro tranquillo e pieno. Bisogna dare spazio tra le vertebre cervicali. Quando si prende aria, si deve farlo con sicurezza, questo dà tranquillità e aiuta a non spingere fuori la nota. C’è un rapporto diretto tra tranquillità e sforzo: se si è tranquilli non si fa sforzo, ci si deve occupare di fare spazio, non preoccupare. Prendere aria, respirare da in fondo le costole, dà il tempo di fare spazio. L’idea da coltivare è: la nota deve essere lasciata andare, non buttata via. Per fare questo si deve FARE SPAZIO. Emettendo le note ci deve essere il pensiero chiaro che esse non vanno verso l’alto e si disperdono, ma in avanti nello spazio davanti a noi, che è lì pronto ad accoglierle. I finali delle note non devono essere abbandonati, lasciati andare, ma devono essere accompagnati, cioè chiusi, tagliati. E’ la persona che decide quando finire la nota, non la nota che si spegne da sola buttando via l’aria, deve rimanere aria nei polmoni. Ma tutto questo non vuol dire cantare le note in modo più veloce. Si deve dominare l’azione di cantare le note, non lasciarsi dominare dalle sensazioni che le note creano dentro di noi, si devono accompagnare le note consapevolmente. Più le note sono alte, più è richiesto solo un filo d’aria. Gli acuti si fanno con un filo di aria e senza sforzo. Per emettere le note acute può essere utile pensare come di stendere un tappeto rosso sul quale la voce si appoggia leggera, usando un filo d’aria, come Cenerentola che cammina sul tappeto rosso verso il suo principe, leggiadra, senza ansia, senza paura, sicura di sé. E’ un gioco, non è vita o morte. Il canto è pura strategia, che per essere messa in atto richiede una parte di voce e moltissima intelligenza. L’AZIONE del canto viene fatta partendo dal luogo interiore della tranquillità, non da quello dell’ansia. Da lì la voce si dipana come se fosse un film, fotogramma per fotogramma e ogni fotogramma ha il suo tempo e lo occupa per essere visto. Per fare l’acuto è necessario usare strategia: prendere aria, dare spazio, emettere la nota precedente all’acuto in tranquillità; questo dà spazio alla nota seguente, l’acuto, che trova spazio per essere emessa. Se la nota precedente non è ben emessa, lo spazio per l’acuto è chiuso.

miércoles, 16 de enero de 2019